Quest’anno l’appuntamento ha un sapore speciale. Nel 2026 ricorrono gli 800 anni dalla scomparsa di San Francesco d’Assisi, e l’intera manifestazione si trasforma in un grande itinerario francescano attraverso la penisola. Dal 9 maggio — con l’anteprima a Termoli, in Molise — fino al 16 e 17 maggio, quando la Penisola Sorrentina chiuderà la rassegna con le bellezze di Massa Lubrense, il cuore pulsante dell’evento sarà domenica 10 maggio, quando in tutta Italia si aprono le porte di 44 luoghi inediti: chiese, conventi, eremi, santuari.
Un pellegrinaggio laico
Chiamarla semplice visita culturale sarebbe riduttivo. Percorrere questi itinerari significa entrare in contatto con una spiritualità concreta, fatta di pietra, di affreschi sbiaditi e di odore d’incenso. A Guardiagrele, in Abruzzo, la Chiesa conventuale dei Santi Francesco e Nicola Greco accoglie i visitatori nel centro storico di uno dei borghi medievali più belli della regione. A L’Aquila, Capitale Italiana della Cultura, si possono ammirare le opere della chiesa conventuale di San Giuliano. A Morro d’Oro, una manciata di chilometri dal mare adriatico, attendono la Chiesa di Santa Maria di Propezzano e l’ex Convento di Sant’Antonio.
Dal Sud alle Isole
Il bello di Chiese Aperte è che traccia una mappa inaspettata dell’Italia minore. In Campania, ad Apice — uno dei borghi abbandonati più suggestivi del Mezzogiorno — è possibile visitare il Convento di San Francesco e la sua Fonte Miracolosa. A Cava de’ Tirreni, nella storica Piazza San Francesco, apre il Convento e la Chiesa di San Francesco e Sant’Antonio. In Sicilia, l’isola rivela la sua veste francescana a Cefalù con un intero itinerario tra la Chiesa di San Francesco, quella di San Pasquale e la Chiesa dell’Itria, mentre ad Aidone, in provincia di Enna, l’ex Chiesa di San Francesco è oggi la magnifica sala del Museo Archeologico Regionale.
La Puglia e le Marche, terre di conventi
Chi ama la Puglia troverà a Lucera una concentrazione rara: la Basilica di San Francesco d’Assisi, il Santuario di San Francesco Antonio Fasani e la Chiesa con il Convento dei Frati Minori Conventuali del XIV secolo, tutto nello stesso centro storico. Le Marche offrono invece il fascino discreto di Corinaldo e della sua Chiesa di Santa Maria in Portuno, o il cammino fino all’Ex Convento Francescano di Morrovalle, arroccato tra le colline.
Come organizzare il viaggio
L’iniziativa è pensata per essere vissuta lentamente, con spirito da camminatore più che da turista. I borghi coinvolti sono spesso piccoli, poco serviti dai mezzi pubblici, meglio raggiunti in auto o in bicicletta percorrendo strade secondarie. Vale la pena abbinare le visite a una sosta gastronomica: quasi ogni paese ha la propria tradizione culinaria, spesso antica quanto le chiese che si va a scoprire.
Per informazioni sugli eventi locali e per conoscere gli orari di apertura dei singoli siti, è possibile contattare Archeoclub d’Italia o seguire i canali dell’associazione. L’ingresso è gratuito, e con un po’ di fortuna si troverà una guida volontaria pronta a raccontare storie che nessuna app di navigazione potrà mai restituire.
Perché certi luoghi parlano solo se qualcuno ha la pazienza di ascoltarli.









