Pinocchio è uno di quei libri che ci appartiene da quando eravamo bambini. Eppure — ogni volta che ci si torna — Pinocchio riserva sempre qualcosa di nuovo, qualcosa che le letture precedenti non avevano detto.

Quest’anno, in occasione del bicentenario della nascita di Carlo Collodi, arriva in libreria un’edizione davvero speciale. Si intitola “Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino”, ed è pubblicata da Töpffer Edizioni — realtà editoriale ligure attenta alla qualità del libro illustrato e alla cura della tradizione dell’arte applicata alla letteratura.

Il testo adottato è quello dell’edizione critica della Fondazione Nazionale Carlo Collodi, pubblicata nel 1983 per il centenario del romanzo: filologicamente rigoroso, che restituisce Collodi nella sua autenticità. Chi era Collodi? Carlo Lorenzini — questo il suo vero nome — fu giornalista, fondò giornali di satira politica, visse da protagonista il Risorgimento toscano. Pinocchio nacque tra il 1881 e il 1883, come opera della maturità di un uomo che conosceva benissimo la vita, le sue trappole e le sue promesse. Da allora, il romanzo è stato tradotto in oltre duecento lingue. È il libro italiano più letto al mondo.

Ma questa edizione ha qualcosa che la distingue da tutte le altre: le illustrazioni inedite di Beppe Mecconi. Chi è Beppe Mecconi? È uno dei più versatili artisti del Golfo dei Poeti: pittore, sceneggiatore, regista di teatro e di documentari, illustratore di libri per l’infanzia pubblicati in Brasile, Francia, Messico e Polonia. Ha vinto il Premio Montale per la Narrativa per l’infanzia nel 2014. Nel 2019 il suo progetto dedicato ai Minori migranti non accompagnati è stato esposto al Parlamento Europeo di Bruxelles. Nel 2022 è stato nominato Cavaliere della Repubblica per meriti artistici e culturali.

Per questo Pinocchio, Mecconi ha compiuto una scelta coraggiosa: rinunciare al colore. Le sue cinquanta illustrazioni, organizzate in trentasei tavole, sono realizzate esclusivamente in china virata in marrone — un omaggio alla grande tradizione delle prime incisioni storiche, ai bozzetti dei maestri del passato. Ma non è soltanto nostalgia. È rigore: Mecconi distingue con cura il pescecane dalla balena, disegna un vero grillo campestre, rappresenta con esattezza tecnica il martello da intagliatore di Geppetto. Un leggero tocco fumettistico rende ogni tavola vivida e ritmica. Ne emerge un Pinocchio asciutto, snodato, perfettamente fedele al ritmo incalzante della storia.

Carlo Collodi è lo pseudonimo di Carlo Lorenzini, giornalista e scrittore (Firenze, 1826-1890), figlio di Domenico Lorenzini, cuoco dei conti Ginori, e di Angiolina (Maria Angela) Orzali, figlia maggiore del fattore dei Conti Garzoni. Carlo nacque a Firenze e trascorse poi vari anni d’infanzia a Collodi, presso la famiglia materna. Più tardi, frequentò scuole religiose: a Colle Val d’Elsa dove fu in Seminario dai 12 ai 16 anni, e successivamente a Firenze presso gli Scolopi. La sua carriera come professionista della scrittura inizia a circa 20 anni d’età, quando redigeva i cataloghi commentati di una prestigiosa libreria fiorentina, per poi iniziare a pubblicare (1847) su “L’Italia Musicale”, uno dei periodici specializzati più importanti dell’epoca. Il suo capolavoro conosciuto nel mondo, Le avventure di Pinocchio, è un’opera della sua maturità (1881-1883), quando era ormai famoso come giornalista e scrittore. Da giornalista, fondò e diresse numerosi giornali, tra cui “Il Lampione”, che fu chiuso dalla censura dopo i moti del 1848, e che Lorenzini riaprì nel 1859, dopo il plebiscito per l’annessione della Toscana al Piemonte e la fine del Granducato. Su queste pagine, accanto agli articoli finemente umoristici, si trovano straordinarie vignette di satira politica.  Collodi è un vero intellettuale risorgimentale…(Le note biografiche complete sono leggibili sul sito web della Fondazione Nazionale Carlo Collodi)

In libreria dal 19 maggio 2026. Un volume da sfogliare, da regalare, da conservare.“Le avventure di Pinocchio” con le illustrazioni di Beppe Mecconi, Töpffer Edizioni

Ascolta la puntata di Radio Libertà dove abbiamo parlato di questo libro: