Dal 3 al 29 novembre, a Roma, fotografie e pittura del fotoreporter nato a Olevano Romano nel 1926. Ingresso gratuito.
Re e contadini, dive della Dolce Vita e bambini di borgata, uomini di potere e operai: davanti all’obiettivo di Carlo Riccardi le gerarchie si dissolvono. A cento anni dalla nascita del fotografo, fotoreporter e pittore (Olevano Romano, 3 ottobre 1926), Roma gli rende omaggio con Riccardi 100. Verso l’umano, al WeGil di Trastevere dal 3 al 29 novembre 2026. L’inaugurazione è fissata per martedì 3 novembre alle 18.
Uno sguardo che accorcia le distanze
Riccardi ha attraversato il Novecento con la macchina fotografica al collo, fissando volti celebri e passaggi decisivi della storia italiana. Ma la forza delle sue immagini non sta nella cronaca. Sta nei gesti quotidiani, nelle espressioni colte di sorpresa, nella dignità di chi di solito resta ai margini dell’inquadratura. È qui il senso del titolo: un invito a riconoscere ciò che accomuna le persone, al di là del ruolo e della fama.
Dalla Roma del dopoguerra alle maxitele
Il percorso, diviso per aree tematiche, attinge all’Archivio Riccardi, che custodisce oltre tre milioni di negativi originali scattati dal secondo dopoguerra in poi. Si passa dalla Roma della ricostruzione alla stagione della Dolce Vita, dal cinema alla politica, dal mondo del lavoro alle grandi trasformazioni sociali e culturali del Paese.
Accanto alla fotografia, la mostra dà spazio all’altra anima di Riccardi: la pittura. Negli anni l’autore ha sviluppato un’intensa attività pittorica di denuncia sociale, con maxitele pensate come strumento di partecipazione e dialogo.
Un’eredità da consegnare ai giovani
L’esposizione è promossa dalla Regione Lazio, realizzata con LAZIOcrea e con Intesa Sanpaolo come main partner. La curatela è di Lorenzo Imprescia e Maurizio Riccardi. «Nella fotografia come nella pittura emerge la sua sensibilità verso l’essere umano», sottolinea l’assessore regionale alla Cultura Simona Renata Baldassarre, promotrice della mostra. Far conoscere questa eredità alle nuove generazioni, aggiunge, significa aiutarle a capire da dove veniamo e a guardare al futuro con più consapevolezza.
Riccardi 100 è l’occasione per riscoprire uno sguardo che ha restituito visibilità a chi rischiava di restare invisibile.









