a cura di Bruna Marzi e Quirino Zangrilli per Armando Editore, 224 pp

Pubblicato da Armando Editore nella collana “Psicoanalisi e Psichiatria Dinamica”, il volume raccoglie contributi di autori di diversa formazione attorno a uno dei temi fondanti della psicoanalisi: la sessualità umana e i suoi disturbi nelle forme contemporanee.

Il libro nasce in un contesto scientifico ben preciso. I saggi che lo compongono furono presentati da relatori di varia provenienza teorica in occasione di un Corso di formazione sulla sessualità, organizzato a Bergamo dall’Istituto Svizzero di Micropsicoanalisi in collaborazione con l’Istituto di Psicoanalisi di Mosca nel settembre 2025.

Questo doppio ancoraggio — formativo e internazionale — conferisce al testo una prospettiva plurale e dialogica, lontana da qualsiasi monolitismo dottrinale.

Ascolta la nostra rubrica libri nella puntata di Radio Libertà in cui abbiamo parlato di questo importante testo:

La prefazione di Bruna Marzi ricostruisce con rigore il percorso freudiano sulla sessualità. Le prime elaborazioni di Freud in questa materia risalgono al 1895, quando in una lettera a Fliess egli individuava nei traumi sessuali l’origine dei disturbi psichici, salvo poi abbandonare questa ipotesi nel 1897 e avviare una riflessione più complessa sul rapporto tra eventi reali e vita psichica.

Questo excursus storico non è decorativo: serve a mostrare che la psicoanalisi ha sempre aggiornato le proprie categorie interpretative, e che questo volume si inserisce esplicitamente in quella tradizione di revisione critica.

Il filo conduttore tematico è costituito dall’intreccio, sottolineato dalla micropsicoanalisi, tra sessualità e aggressività, un nodo che la cosiddetta deriva narcisistica dei rapporti umani contemporanei rende quanto mai evidente. Il focus resta la relazione tra pulsione, desiderio, corpo e oggetto.

Si tratta di una scelta teorica coerente e dichiarata: la micropsicoanalisi, corrente che fa capo all’opera di Silvio Fanti e alla quale entrambi i curatori appartengono come didatti dell’Istituto Svizzero, non è lo sfondo implicito del libro ma uno dei suoi interlocutori espliciti, pur in dialogo con altre prospettive.

I curatori mostrano di apprezzare la molteplicità degli approcci, affermando che il confronto tra affinità e divergenze rappresenta una delle sfide più arricchenti della psicoanalisi, e che cristallizzare le proprie posizioni in modo narcisistico significherebbe tradire quella neutralità che è propria della disciplina. Un’ammissione di metodo che imprime al volume un tono di onestà intellettuale non comune nei testi a cura collettiva.

La compagine dei contributori è di tutto rilievo. Tra gli autori figurano, oltre ai curatori, Gioia Marzi (psichiatra e psicoanalista, già responsabile di un Servizio per i Disturbi Alimentari), il professor Giancarlo Di Renzo (ginecologo e professore di Ostetricia dell’Università di Perugia, visiting professor dell’Università di Detroit), e Levas Kovarskis (psichiatra, membro della Società Psicoanalitica Finlandese, professore onorario dell’Università di Psicoanalisi di Mosca).

La presenza di un clinico come Di Renzo, di formazione medica e perinatale, e di un esponente dell’IPA come Kovarskis, testimonia l’ambizione del volume a trascendere i confini di una singola scuola.

Il libro si colloca a 120 anni dalla prima edizione dei Tre saggi sulla teoria sessuale di Freud (1905), a sottolineare la continuità di un problema che, nonostante i mutamenti epocali della società contemporanea e le nuove conoscenze sulle conseguenze traumatiche degli abusi sessuali, rimane irrisolto e urgente.

I curatori hanno profili complementari che rispecchiano l’impostazione del volume. Bruna Marzi, psicologa e psicoanalista con sede a Bergamo, è da anni impegnata nella formazione micropsicoanalitica in Italia e in Russia, e ha già curato il volume La psicoanalisi di fronte alla violenza familiare, professionale e sociale (2024). Quirino Zangrilli, medico e psicoanalista di Fiuggi, dirige la rivista online Psicoanalisi e Scienza dal 2000 ed è autore, tra l’altro, di Psicoanalisi del trapianto d’organo (2025). L’uno con un’inclinazione più clinica e didattica, l’altro con una vocazione divulgativa e teorica: insieme garantiscono un equilibrio tra rigore tecnico e accessibilità.

La psicoanalisi di fronte alla sessualità non propone una sintesi, né presume di chiudere i conti con un tema che la psicoanalisi non ha mai smesso di interrogare. Propone invece un confronto autentico tra posizioni diverse, ancorato alla clinica e alla storia del pensiero psicoanalitico. Il merito principale dei curatori è aver costruito uno spazio di discussione in cui l’accordo non è un presupposto ma semmai un esito possibile — e non necessario. Il libro è raccomandato a clinici, ricercatori e a chiunque voglia capire come la psicoanalisi stia affrontando, oggi, le trasformazioni della vita erotica e relazionale.

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