Acquisire forza e lasciarsi alle spalle la sofferenza. Per i lettori italiani ora è in libreria il volume che sta spopolando nel mondo ispanico e latino americano

Il testo che vi proponiamo oggi, “Dire sì alla vita” ha avuto un grande successo di critica con più di 200.000 lettori di lingua spagnola. Pubblicato in Italia da Giunti, è un libro necessario da leggere anche per chi lavora nel campo della psicologia e della psicoterapia.

“In questo libro – scrive Joan Garriga, psicologo e psicoterapeuta spagnolo, riconosciuto come uno dei principali esperti europei di Costellazioni Familiari e sistemiche (è stato allievo diretto di Bert Hellinger, il fondatore di questo approccio terapeutico) – presento un’ipotesi o proposta che a molti potrebbe sembrare un azzardo: smettere di soffrire è possibile, o piuttosto è possibile gestire la sofferenza”. Una proposta, quella di Joan Garringa, che non può non suscitare l’attenzione di chiunque sia alle prese con la vita e le sue complicazioni: un testo assolutamente da leggere e da rivivere nella propria quotidianità.

La differenza tra dolore e sofferenza

Una distinzione illuminante. Scrive Garriga, senza molti fronzoli ed in modo autentico: “Mi suscita compassione il dolore autentico come tutti proviamo di fronte a eventi accaduti in certi momenti della nostra vita; ma non mi commuove la sofferenza autoalimentata e manipolatoria che costruiamo come difesa intorno a quello che a suo tempo è stato doloroso è difficile”. E spiega la differenza: “Il dolore è un movimento associato all’avversità o alla perdita, a una delle nostre questioni universali effettive o esistenziali, che dura per un po’, poi va e viene fino a quando non cessa. La sofferenza invece è un’altra cosa … di solito si cristallizza in ciò che chiamiamo carattere o personalità. Non solo si può evitare ma è bene evitarla se vogliamo vivere la vita con dedizione, serenità e appagamento. Vale a dire, con più vita”.

E ancora: “la sofferenza esige sempre qualcosa dagli altri, è manipolatoria… la principale differenza tra dolore e sofferenza è che il primo è dotato di movimento e contiene in sé la vita, la seconda invece è una posizione arroccata, difensiva, e, come tutto ciò che si paralizza, porta con sé energia di morte”.

Ascolta la puntata della nostra rubrica libri su Radio Libertà dove abbiamo parlato di Dire si alla vita:

Il percorso

Cosa fare dunque? “…perciò il primo passo per abbandonare la sofferenza è abbracciare il dolore con tutta la sua gamma di sfumature e fargli spazio dentro di noi, aprirgli il cuore, accoglierlo. Perché aprire il cuore è di per sè curativo e farlo con il dolore manifesta la grandezza dell’essere umano”.

Per farlo però non basta l’aspetto psicologico, è necessario un’apertura verso una dimensione filosofica ed esistenziale più ampia e avvolgente. Dopo tutto, “una ferita non è gran cosa se non ci ostiniamo a farla diventare più o meno consapevolmente il centro della nostra vita… forse per questo soffrire è più facile che agire perché mentre soffriamo ci sentiamo più solidali e più leali. Con chi? Forse con le nostre laceranti trame e familiari o con i nostri cari …e questa realtà che rende difficile il cambiamento e in ultima analisi la scomparsa dell’angoscia”.

144 pagine intense di grandi verità scritte in modo semplice e diretto, con sensibilità e maestria, che costituiscono un’opportunità di crescita per imparare a vivere la vita in pace, un viaggio nel nostro mondo interiore per riflettere sul senso della nostra esistenza e modificare il nostro sguardo comprendendo le prospettive che spesso in modo spontaneo adottiamo ma che ci auto intossicano.

Nel capitolo 10, “La mappa dei disturbi”, Garriga ci aiuta ad esplorare le cause che ci portano ad assumere determinate prospettive, dall’ 11 in poi ci propone come liberarci dalla sofferenza portandoci per mano in dialogo con noi stessi.

Ma come funziona il percorso? Scrive l’autore: “Nella mia esperienza di terapeuta ho osservato come dietro ogni sintomo, problema, sofferenza o disturbo si celi qualche passaggio riconducibile ai temi universali esistenziali rimasto bloccato nel suo divenire o nella sua risoluzione. Il compito della terapia è sempre quello di immergersi in questo blocco, togliere i veli e le rimozioni e lasciare che sorga la domanda, che fermenti, che faccio anche male, e che cresca fino a bagnarci nel liquido esistenziale di ciò che a suo tempo è rimasto oscurato o torbido. In un secondo momento, la terapia ci sprona a guardare con un cuore grande quanto è accaduto in modo da sentire un movimento di espansione nei suoi confronti. Un movimento espansivo che è al tempo stesso inclusivo, che cura il nostro corpo malato, come comparare poetiche dice Khalil Gibran ne “Il profeta”.

Joan Garriga

Quello che ci propone Joan Garriga, che nel 1986 ha cofondato l’istituto Gestalt di Barcellona, è chiaramente una prospettiva sistemica, infatti fu proprio lui nel 1999 a introdurre in Spagna Bert Hellinger, il teorico delle costellazioni familiari diventando uno dei principali esponenti di questa terapia in Spagna nel mondo ispanofono.

Garriga ha sviluppato nel tempo un metodo personale che integra le costellazioni con elementi di terapia gestaltica, bioenergetica e altre discipline corporee. Conduce seminari e workshop in tutta Europa e America Latina. Ha scritto diversi libri sull’argomento, tra cui “Vivere in anima e corpo” e “Il buon amore nella coppia”, tradotti in varie lingue. Il suo approccio enfatizza l’importanza di onorare il proprio sistema familiare, riconoscere i legami transgenerazionali e trovare il proprio posto nella vita con amore e consapevolezza.

Leggete questo libro, farete sicuramente un dono a voi stesse.

Testo di Anna Maria De Luca | Riproduzione riservata ©www.classtravel.it

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Giunti Psicologia.Io è un marchio editoriale che fa parte del Gruppo Giunti Editore, il secondo gruppo editoriale italiano. Giunti è una delle poche case editrici italiane che possono vantare una tradizione oggettivamente rilevante in campo psicologico, avendo avuto nel suo catalogo tutti i maggiori autori nazionali e internazionali che hanno contribuito in modo decisivo alla storia della psicologia. Potremmo citare, a titolo di esempio, Jean Piaget, Lev Vygotskij, Max Wertheimer, Wolfgang Köhler, Kurt Lewin, John Watson, Sigmund Freud, Melanie Klein, John Bowlby, Carl Rogers, Daniel Kahneman, Ulric Neisser, Margaret Mead, Cesare Musatti… l’elenco sarebbe lungo.

Ancora oggi possiamo vantare long seller come Influence: The Psychology of Persuasion (Le Armi della Persuasione) di Robert Cialdini, The Design of Everyday Things (La Caffettiera del Masochista) di Norman, Learned Optimism (Imparare l’Ottimismo) di Martin Seligman e Ekman’s Raccontare bugie (I volti della Menzogna).

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