C’è un’isola, nella laguna veneziana, che nessuno visita di notte. Si chiama Poveglia, e attorno alle sue rovine si sono stratificate leggende e silenzi. È qui che Luca Arnaù e Valentino Meynet ambientano L’Antagonista. Il demone di Poveglia, un thriller dalle tinte horror in uscita per Mursia il 19 ottobre: 390 pagine, 19 euro.
Il romanzo si muove su due piani temporali, separati da esattamente cinque secoli. E legati dalla stessa scia di sangue.
16 ottobre 1525
Un nubifragio flagella l’isola, che allora si chiamava Poveggia. L’avogador veneziano Adonai Contarini viene chiamato davanti a una scena che sfida ogni ragione: il corpo straziato di Angiolina, una giovane accolta nel convento di San Vitale.
L’unico testimone è frate Matteo, lo speziale del convento. Terrorizzato, giura di non aver visto un uomo, ma una creatura informe fatta di tenebra, artigli e zanne. Un demone uscito dall’inferno. Per sfuggire alla belva e alle accuse, il frate scompare nella notte, verso i luoghi più cupi dell’isola.
16 ottobre 2025
Cinquecento anni dopo, due studenti valdostani in gita scolastica a Venezia, Francesca e Paolo, sbarcano di nascosto sulla Poveglia deserta in cerca di un po’ di intimità. La loro fuga d’amore diventa un incubo: un’entità oscura irrompe nel loro rifugio e uccide Francesca con la stessa ferocia del 1525.
Paolo riesce a scappare e a dare l’allarme alla Questura, prima che il segnale del telefono si interrompa. A raccogliere la chiamata sono due poliziotti che per caso si trovano in barca poco lontano: l’ispettore genovese Riccardo Tersiveri, ormai vicino alla pensione, e il sovrintendente siciliano Thomas Bandinelli.
Nel manicomio abbandonato
Sulle tracce del ragazzo, i due investigatori finiscono tra i resti spettrali dell’ex manicomio dell’isola. Nell’aria risuona una nenia infantile, la musica di un carillon che sembra accompagnare il Male. Senza aspettare i rinforzi, per salvare Paolo ed evitare un secondo massacro, entrano nell’edificio. Lì dovranno fare i conti con un’oscurità che non appartiene a un’epoca sola.
È il meccanismo che regge il romanzo: un’indagine poliziesca dei nostri giorni che si scontra con qualcosa di antico, e un’isola che sembra custodire il proprio passato come una ferita mai chiusa.
Due autori, due strade
La coppia di autori è insolita. Luca Arnaù, genovese del 1965 e milanese d’adozione, viene dal giornalismo: ha cominciato come cronista in un grande quotidiano e ha diretto testate come «Eva 3000», «Vip» ed «Epoca». Per la televisione ha firmato la serie Italians (2021) e al cinema ha scritto La Banda del Buffardello e il manoscritto di Leonardo (2022). Con Mursia aveva già pubblicato Vlad, il figlio del drago (2025).
Valentino Meynet, nato ad Aosta nel 1981, di mestiere fa il cuoco. Un giorno si è ritrovato tra le mani una penna e qualche foglio: invece di disegnare, si è messo a scrivere. E non ha più smesso.
Luca Arnaù e Valentino Meynet, L’Antagonista. Il demone di Poveglia, Mursia, 390 pagine, 19 euro. In libreria dal 19 ottobre.









